Convegno “Dopo di noi. Dalla legge ai fatti. Confronto sulla legge 112/2016 e prospettive future” , una integrazione del Dott. Marco Vanetti (Capo attività anziani, disabili, promozione sociale Area VI – Servizi alla persona – Comune di Varese)

Il Dott. Vanetti, presente al Convegno, a distanza di alcuni giorni, ci ha chiesto di pubblicare informazioni e precisazioni sul tema presentato.
Riportiamo qui di seguito il testo con il file allegato.

“Buongiorno a tutti,

sabato scorso ero presente al convegno sul tema del “Dopo di noi” e non ho ritenuto opportuno intervenire in quella sede vista l’esigenza di rispettare l’aspettativa delle famiglie presenti di approfondire il più possibile un tema cosi delicato, ma volevo precisare alcuni punti emersi per doverosa informazione.
Più volte dai referenti della Regione è stato posto l’accento alla incapacità degli ambiti ( e quindi dei Comuni) di cogliere le opportunità di finanziamento offerte in tema disabilità, con esplicito riferimento alla misura del “reddito di autonomia per persone con disabilità”.
Questa misura , pubblicizzata in termini significativi nei primi mesi dell’anno, ha visto la emanazione dei decreti attuativi da parte della Regione alla fine di novembre ( 28 /11/2016) con scadenza per la raccolta delle domande molto ravvicinata ( 15 gennaio) e, vista la reazione degli ambiti in particolare nell’incontro di presentazione tenuto in sede regionale il giorno 16 dicembre , è stata prevista una nuova apertura dei termini. Segnalo che contemporaneamente gli stessi Comuni, oltre agli impegni istituzionali in tema di anziani, persone con disabilità, minori, adulti, alloggi….. sono stati chiamati ad assolvere agli oneri derivanti dalla misura innovativa di contrasto alla povertà SIA ( bando per il finanziamento, raccolta delle domande).
Nel primo anno di attivazione della misura il numero di domande ammissibili è stato di n.227 persone ( in Lombardia) dato che evidentemente segnala difficoltà nel cogliere le potenzialità dello strumento da parte di tutti ed infatti, sulla base di questa esperienza, la Regione ha coerentemente proposto un ampliamento dei criteri di accesso.
I dati riferiti alla prima graduatoria dell’ultima edizione( domande a gennaio 2017) evidenziano numeri ancora ridotti ( n. 236 persone su tutti i n. 98 ambiti). Il numero totale delle domande raccolte segnala pertanto una difficoltà significativa in tutto il territorio della regione se consideriamo la stima approssimativa di ca n. 15000 persone con disabilità in Lombardia.
Il catalogo delle prestazioni previste dalla misura si riferisce solo a prestazioni offerte da CSE e SFA mentre la maggioranza delle persone che si sono rivolte ai servizi pone richieste di supporto economico diverso;
gran parte di questi servizi(SFA e CSE) ha una lista di attesa per l’accoglienza di nuovi utenti;
le risorse sono previste ” a rimborso” ma non è chiaro chi debba anticipare ( i Comuni, gli utenti, i servizi SFA CSE ?) con l’ipotesi di rimborso dopo più di un anno dalla domanda e solo al raggiungimento di obiettivi di frequenza pari ad almeno l’80%;
le modalità di gestione e di rendicontazione previste dai finanziamenti europei sono complesse e di difficile gestione per servizi già fortemente sollecitati dal bisogno espresso dai territori.
Sono state citate le “cabine di regia” in sede ATS come luogo di condivisone dei problemi ma , per quanto di conoscenza , questa misura non ha avuto il coordinamento sui territori da parte delle ATS ma il rapporto è stato diretto con la Regione .
Mi sembra pertanto riduttivo e superficiale, in una materia così articolata e complessa come il tema delle aspettative delle famiglie di persone con disabilità, individuare nel servizio sociale dei Comuni come il punto debole di un sistema così ampio. D’altro canto è noto che gli operatori dei servizi comunali rappresentano la “prima linea” nel rapporto con le persone e, pur con i limiti che siamo in grado di riconoscere autonomamente, garantiscono da sempre il rapporto con le famiglie e gli altri servizi.
Certo che il mio contributo possa fare chiarezza anche alle famiglie presenti all’incontro chiedo cortesemente di divulgare questa nota.
grazie”

Marco Vanetti
Capo attività anziani, disabili, promozione sociale
Area VI – Servizi alla Persona